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sabato 3 agosto 2013

Game of Thrones: difendiamo Sansa!

In giro per la rete si trovano ogni genere di opinioni su Sansa Stark e la maggior parte sono negative. Ma perchè? Be', le attribuiscono un carattere debole, la morte di Ned e Lady, dicono che sia una persona inutile, stupido, ecc... e la paragonano alle donne Badass della serie, come Arya e Daenerys.
E io, come grande fan di Sansa, non posso che essere basita dall'evidente stupidità di certa gente.
Penso che qualcuno si sia dimenticato com'è avere dodici anni. 
All'inizio del libro Sansa è una bambina nata in una famiglia agiata a cui gli dei hanno donato la fortuna di essere nata bella come il sole e molto aggraziata e con un cuore buono. Fin da piccola le hanno raccontato fiabe e cantato canzoni in cui esistono cavalieri con l'armatura scintillante e principesse in pericolo, dove l'amore trionfa sempre, dove il malvagio perisce, dove le cose o sono bianche o sono nere. Niente di diverso dai cartoni della Disney, insomma. 
A Sansa non era richiesto di essere una statista, una guerriera o una filosofa: è una piccola lady, sarà moglie e madre. Se le andrà bene, sposerà un uomo che pian piano amerà o per cui proverà un tiepido affetto, se le andrà male suo marito la ignorerà per amanti più esperte e pian piano più giovani di lei mentre Sansa gli darà figli sani e robusti e si occuperà di crescerli, di tessere e di mandare avanti la casa. E' questo che si chiedeva alla Sansa bambina e con un animo come il suo, è ovvio che non abbia sviluppato un'indole come quella di Arya, un maschio mancato.
A Sansa è stato dato tanto amore e affetto, è stata cresciuta protetta e circondata da persone su cui contare, è sempre stata elevata sopra la ribelle sorellina, perchè prometteva di diventare una vera lady. 
E con Joffrey... be', la bambina diventa la principessa che corona i suoi sogni e viene promessa ad un principe bellissimo la cui madre la tratta con tanti riguardi e il cui padre è stato un condottiero così valoroso. E poi prova anche affetto per la piccola Myrcella. 
Sansa non vede perchè non può. Non è in grado di capire che il mondo non è una fiaba, perchè non conosce le sue brutture e, come tutti i bambini, ha un'idea ingenua della vita. Un'idea semplice che viene dalla poca esperienza fatta sempre sotto la campana di vetro. Forse un bambino del popolo sarebbe stato più sveglio di lei ed Arya. 
Ed è vero, forse Dany ci sarebbe arrivata prima, perchè, a differenza di Sansa, conosce la paura, la fuga e il pericolo della morte da prima ancora di nascere e ha vissuto scappando da chi la vuole morta. 
Ma Dany non conosce altro, perchè non ha mai avuto altro: sua madre ha fatto in tempo solo a darle un nome e forse nemmeno quello, suo fratello aveva nove anni quando hanno iniziato a scappare, un bambino sbattuto in un mondo crudele che deve farsi adulto per proteggere la sorella neonata. Rhaegar non c'è più per proteggerli e crescerli, Elia è morta e non potrebbe donarle l'amore che le manca, i suoi nipoti, i suoi futuri compagni di giochi e confidenti, sono stati massacrati ancora bambini, suo padre era un folle, tanto che Rhaella ha sempre protetto Viserys dalla verità. Ser Darry è morto che era ancora piccolina e i suoi servi li hanno cacciati per avidità, i bambini Targaryen non hanno una casa, i ricchi e i nobili delle Città Libere prendono in casa lei e suo fratello prima solo per convenienza e poi solo per esporli come bestie rare. 
Ha conosciuto solo la fame, la paura del domani, del nemico nascosto nell'ombra, la povertà e lo scherno. Dany non conosce altro, è come un bambino del popolo -è un errore dire che sia stata cresciuta per regnare, perchè lei ha ricevuto un'educazione prettamente basata sull'arrivare al giorno dopo in vita- e forse si adatterebbe più facilmente alla situazione rispetto ad una bambina cresciuta per essere una lady. 
Sansa invece impara troppo bruscamente: da un ambiente protetto passa ad un mondo fatto di intrighi, ipocrisia, crudeltà e cattiveria, come se qualcuno avesse improvvisamente distrutto la sua campana di vetro. 
La prima è Lady, la sua compagna, una specie di piccola Sansa: un metalupo tanto buono e gentile da meritarsi il proprio nome. Lady non attacca Ned quando va ad ucciderla, accetta il suo destino. Sansa soffre e non si può darle la colpa: ha quasi dodici anni, ha paura e probabilmente è confusa, nella sua testa Joffrey è il suo re e sposo e come tale gli deve obbedienza  come le canzoni le hanno insegnato. Non parla per questo, non perchè odi Arya. Forse è un atteggiamento debole, ma Sansa vive secondo le regole che le hanno insegnato. E' una brava bambina e come tale si comporta.
Suo padre muore e le si da la colpa. Di cosa? Di essersi comportata educatamente e di essere andata a salutare quasi in lacrime una donna che le dimostra affetto e a cui lei vuole molto bene? Una donna che considera un modello? E' una bambina, per dio. Una bambina che non capisce l'ordine del padre di partire e che si sente triste per dover lasciare un posto dove crede di essere amata. Se si considera che poi lei è abituata ad essere amata e a dimostrare un affetto genuino e sincero, è ovvio che sia corsa da Cersei, che per altro già sapeva o sospettava grazie a Petyr.
La morte di Ned è un colpo durissimo per Sansa: è un approdare alla realtà, un svelare tutte le bugie che la circondano e da qua pian piano matura, fino ad arrivare a capire, diversamente da suo padre, che aveva la sua stessa ingenuità, forse attenuata dall'età, la giostra sanguinaria che è diventata la sua vita, ora che si è irrimediabilmente legata al trono.
E continua a subire perdite: sua sorella è scomparsa, probabilmente morta. Arya, la bambina che ha sempre messo in ombra, una presenza irritante eppure fondamentale per la sua vita.
La sua septa, che tanto l'adorava e Jeyne, la sua migliore amica, la sua confidente e la sua fan numero uno. 
I suoi fratellini, due bambini innocenti massacrati da Theon, l'uomo che per tutti loro e soprattutto per Rob, è stato come un fratello. 
E poi Rob, il re, l'ultima, forse, fiaba della sua vita che viene ucciso e il cui corpo viene dissacrato e sua madre, la donna che l'ha messa al mondo, che l'ha amata, che le ha insegnato ad essere una lady, che le spazzolava i capelli. A Sansa non rimane nessuno, è un lupo solitario circondato da leoni e fiori velenosi, tutto il branco è morto e lei è solo un cucciolo senza più riferimenti. 
E poi c'è il Mastino, l'unico ad essere vagamente umano con lei e pure lui l'abbandona e pian piano il suo pensiero le insegna l'amore. Un amore che, forse, in altre condizioni le avrebbe fatto bene, ma che nel gioco del trono è pericoloso.
Ogni promessa di riscatto è una menzogna o non va a buon termine, è costretta con l'inganno a sposare uno di quelli che recepisce come gli assassini della sua famiglia e suo aguzzino, è picchiata e umiliata per volere di Joffrey, è alla mercé della regina, è costretta a recitare quando invece vorrebbe solo piangere e chiedere aiuto. 
E, visto che al peggio non c'è mai fine, diventa donna proprio mentre è tra le mani dei mostri. Diventa sessualmente appetibile e, soprattutto, pronta al matrimonio dinastico, all'ultima offesa alla sua famiglia. Diventa l'arma con cui Tywin Lannister spera di conquistare il Nord. Lei, l'ultima Stark, che consegna a chi l'ha privata di una famiglia tanto amata, di una casa e della sua infanzia tutto ciò che li rappresenta: il Nord.
E poi Petyr la salva. Un uomo che vede il lei la figlia che avrebbe voluto avere da Cat e, soprattutto, una Cat bambina che può avere per sé, oltre che un mezzo per ottenere i suoi scopi.
Seriamente, Arya e Dany non sarebbero sopravvissute un giorno, nelle sue condizioni. 
Dany, sotto sotto  ha imparato da Viserys che è una regina e che è più in alto di tutti. Ha un cuore volto alla giustizia e non è poi questa grande stratega e basta vedere il casino combinato a Mereen. 
Arya, invece, ha una natura ribelle che non può nascondere sotto gli abiti della lady a differenza di sua zia Lyanna e, soprattutto, è ossessionata dalla vendetta e dall'odio. Si sarebbero fatte ammazzare tutte e due nel giro di pochi giorni.
Sansa non è loro inferiore o superiore: è una bambina che diventa donna in un ambiente che le è ostile. 
E ogni paragone è impossibile, anche perchè, se proprio vogliamo vedere, anche Daenerys e Arya non sono proprio così badass e hanno pure loro tanti di quei difetti che l'unico vero motivo per cui sono in vita è che hanno trovato ambienti a loro congeniali.
Insomma, un conto è non amare Sansa, ma perchè sminuirla come fanno sempre?

3 commenti:

  1. Una bellissima analisi del personaggio. Anche io amo molto Sansa, è tutt'altro che stupida o superficiale, è solo molto, molto sfortunata. Ma attraverso le disgrazie che le capitano cresce ed apre finalmente gli occhi sul mondo...un po' come succede a tutti noi crescendo, solo in modo meno traumatico.

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